oggi durante il viaggio di ritorno il treno è andato molto lento e si è fermato circa a metà viaggio fra Bologna ed Ozzano.
io pensavo si trattasse del solito fatto che trenitalia secondo me è composta da una certa percentuale di inefficienza e la cosa semplicemente si stava palesando.
e invece no!
dopo alcuni minuti che eravamo fermi è passato il capotreno ad informarci che una persona era stata investita da un treno (che proveniva in senso opposto) e che quindi a causa dei rilevamenti delle autorità dovevamo stare fermi per un oretta o più.
ovviamente si è subito pensato ad un suicidio.
questo tempo mi ha permesso di capire quanto gli esseri umani possano essere egoisti, frasi del tipo “ma come, con tutti i modi che aveva per ammazzarsi proprio sotto ad un treno che va a fermare trecento persone doveva farlo???”.
a queste cose, mi dispiace, ma mi viene spontaneo rispondere “bene, tu non capisci un cazzo”.
forse è troppo secca come frase ma esprime quello che provo, forse il non capire la sensibilità umana che vorrei che ci fosse dietro ad un evento del genere.
caro pendolare, quando uno tocca il fondo cosa credi che pensi?
hai mai raschiato il fondo del barile?
a quanto pare no, visto le tue parole.
quando arrivi ad essere tanto esasperato dagli eventi non ti viene di pensare al fatto che trecento pendolari rimarranno fermi per un oretta.
no, pensi semplicemente come farla finita, magari essendo sicuro di non uscirne vivo rimanendo “solo” mutilato o con qualche organo fuori uso.
e il treno tutto sommato è una buona scelta.
lui va
avanti
imperterrito
travolgendo i binari con la forza metallica stridente di svariate tonnellate di acciaio
lui non pensa che qualcuno possa spuntare fuori da un cespuglio e frapporsi fra il suo muso e la sua destinazione.
lui non vede la persona disperata che illuminata dai suoi scintillanti fari sta battendo per l’ultima volta le palpebre
che si sta inumidendo per l’ultima volta le labbra
che sta ritmando gli ultimi battiti pompando sangue
che sta inspirando per l’ultima volta la pungente aria di un mezzo inverno della campagna bolognese.
lui non pensa, no.
il treno travolgerà spegnendo questa vita.
chi invece piangerà disperatamente tentando di fermare l’animale lanciato sulle rotaie è chi lo guida.
che fisserà per l’ultima volta negli occhi chi entro pochi attimi impatterà senza via di scampo la locomotrice.
rimanendo impotente di fronte a ciò che non può evitare.
forse la scelta delle dritte rotaie ha un senso più profondo che un semplice “essere sicuri”.
forse nel disperato gesto si vuole condividere il proprio dolore anche con altri,
chi ti vedrà per la prima e l’ultima volta in un inevitabile attimo
chi sentirà di qualcuno che si è suicidato sui binari.
comunque tu rimarrai,
in parte sulle rotaie,
in parte per sempre nell’anima del macchinista
in parte in un ritardo di molte persone
tu volevi mettere fine alla tua vita, magari essere dimenticato
hai sbagliato, ora tu sei immortale.
vivrai per sempre, un pò dentro di noi.
e grazie per avermi “regalato” questa oretta per capire certe cose che in passato ho solo sfiorato e poi represso.