Giovedì, 4 Ottobre, 2007
Guanti Interi e Braghini
Guanti Interi del Decathlon “RR Freeride”
breve recensione di questi fantastici guanti interi:

sono lunghi ma vanno benissimo anche non in stagioni fredde,
calzano molto bene (almeno sulle mie manine), hanno una buona presa e
tutte le dita sono protette da arbusti/rovi e quant’altro possa pararsi sul
nostro sentiero verso la vetta, o la valle.
li preferisco di gran lunga a quelli a mezzo dito (tranne un paio della Trek, senza velcro che ho preso in Canada)
perchè offrono maggiore protezione e le dita scivolano molto di meno sulle leve.
la placca sulle nocche per l’utilizzo che ne faccio io è praticamente inutile.
anche se ho provato a tirare un cartone a qualcosa di duro ed effettivmente non ci si fa male.
acquisto consigliato!
Braghini imbottiti del Decathlon “Bike sport graphic”

nulla da dire, li uso e basta.
funzionano.
imbottitura discreta, non troppo scomoda.
d’estate (a patto di portarli senza mutande) non fanno troppo caldo e sono anche un ottimo costume
se si vuole fare un bagno improvvisato.
per l’inverno.. ancora deve arrivare il freddo.. vedremo.
Mercoledì, 3 Ottobre, 2007
scaricare tensione
niente di più semplice:
torni a casa da lavoro alle 18:50
in 12 minuti sei fuori, completamente attrezzato per un giretto:
- casco (sempre!!)
- guanti interi
- pantaloncini imbottiti
- maglietta in sintetico
- spray per l’asma (anche chiamato il “salva-ganda”)
- 2 barrette miele/sesamo (che non sono state mangiate)
- mezzo litro d’acqua in borraccia
- camera d’aria, pompetta, leve, apricatena, chiave mille utensili
- zainetto
- giacca a vento
- micropile
e così si sta fuori un oretta, scaricando un pò di voglia di muoversi, senza aver cenato.
spezzando il fiato durante il primo strappo serio.
la cosa più bella è stata salire/scendere per il bosco al buio.
ovviamente avevo torcia davanti e una torcia a testa in testa con sopra il casco.
non si vedeva un gran chè.
ma tanto non dovevo vincere nulla e quindi ho potuto benissimo prendermela con calma.
dati del giro:
13 km totali
17,2 km/h di media
60 km/h di picco massimo (per via dell’Eremo)
39:41 minuti in sella
non è un giro troppo tecnico, la parte divertente la ho evitata visto che era buio.
sul sentiero ci sono un pò di sali/scendi, un pò di affioramenti di gesso, un pò di sassi.. è vario insomma.
nulla di complesso, giusto per rilassarsi un pò.
è dentro al Parco dei Gessi, io sono partito dalla Cicogna (frazione di San Lazzaro di Savena, a EST di Bologna).
percorso:
ok, so che non si capisce una mazza, ma se siete interessati (ma.. stiamo ammettendo che qualcuno mai leggerà tutto ciò) avrete immgini adeguatamente leggibili su richiesta.
morale del giro:
“da lavoro non torni stanco, torni solo scazzato”.
Mercoledì, 3 Ottobre, 2007
un altro cambio.. [???]
sarà circa il terzo/quarto blog che cambio.
perchè?
perchè magari ne trovo di più carini/flessibili, ma tanto non li uso, quindi è inutile.
e allora perchè lo faccio?
per perdere un pò di tempo.
mah
Mercoledì, 3 Ottobre, 2007
Candida compagna di avventure
Lunedì, 2 Luglio, 2007
Viscere di una città
i portici secondo me sono le “viscere” di Bologna.
La rappresentano per come è : protettiva e oscura.
Amo Bologna
Odio Bologna
amo perchè mi piace come città, per come le persone si rimescolano, per come è fatta,
per i piccioni, la piazza, la stazione dei treni, gli odori, il crescentone..
la odio per come sta diventando, una città in cui ho paura a camminare.
quando è una sensazione che tempo fa non provavo.
ah, “quasi” dimenticavo.
senza una certa persona questa foto non esisterebbe e.. tante altre cose.
quindi: grazie Costi!
Giovedì, 7 Giugno, 2007
Babbo
scattata a casa, il giorno di capodanno, in un attimo di tregua dal pranzo.
il babbo con i suoi capelli bianchi e le sue sigarette (che per fortuna è riuscito ad abbandonare).
in bianco e nero perchè esalta la vecchiaia,
i capelli bianchi, le rughe, la barba..
in bianco e nero per concentrarsi sul soggetto.
Sabato, 2 Giugno, 2007
Giocando con l’infinito
Sabato, 2 Giugno, 2007
ma perchè?
perchè fotografo?
questa non è la domanda essenziale, potrei fotografare e basta ed il collagene dell’azione non verrebbe a mancare.
la risposta impulsiva è “perchè mi piace”.
benissimo, ma perchè? oohhh.. quante domande, quanti perchè a cui dare una risposta,
testa mia, non puoi semplicemente fare il tuo lavoro senza scocciarmi eccessivamente?
niente da fare.
perchè posso catturare un attimo?
perchè così i ricordi mi seguiranno, volente o nolente?
anche.
principalmente credo che sia perchè in quel momento, mentre avvicino l’occhio all’oculare gommoso,
mentre il pulsante viene schiacciato verso il suo traguardo,
mentre per il mio occhio tutto si fa buio e la pellicola cattura la luce..
mi estranio
mi ricavo una nicchia tutta mia in questa realtà e così riesco ad entrare in contatto con..
con cosa?
e perchè tenendo tra le mani la fredda latta di un rullino o una stampa ancora grondante di acqua
questa nicchia mi pervade più profondamente di un Click–>Memoria–>PC ?
e allora entro in contatto con qualcosa che devo ancora capire.
scrivere con la luce
sentirsi pervasi da un riflesso.














